In condizioni normali, ogni giorno produciamo fino a un litro e mezzo di urina di colore giallo, con varie sfumature che vanno dal paglierino al chiaro, tonalità che troviamo nei risultati delle analisi, importanti perché possono indicare particolari patologie o se il corpo è adeguatamente idratato. Ma da dove deriva questo caratteristico colore? Una ricerca statunitense pubblicata sull’importante rivista scientifica Nature Microbiology, identifica nell’intestino il luogo dove avviene la speciale “doratura” dell’urina. O meglio, fa luce sui diretti responsabili della colorazione delle urine, cioè alcune specie di batteri che vivono nel nostro intestino e che producono un enzima chiamato bilirubina reduttasi.
Quando i globuli rossi invecchiano, (la vita media di una di queste cellule del sangue è di 120 giorni) il fegato provvede a smaltirli degradandoli. Uno dei sottoprodotti di questa attività è la bilirubina, di colore arancione, che dal fegato passa all’intestino. I batteri intestinali digeriscono la bilirubina trasformandola in urobilinogeno, una sostanza incolore. L’urobilinogeno viene poi ulteriormente degradato e diventa urobilina che conferisce il colore giallo alle urine. Tra le molteplici funzioni, molte ancora ignote, del microbioma intestinale, cioè della comunità di batteri e funghi microscopici che abita stabilmente il nostro intestino, questa è forse tra le più sorprendenti.